Lettori fissi

giovedì 13 marzo 2008

Tango Cultura

Uno ciao a tutti i lettori. Con un pò di imbarazzo ed emozione mi accingo come neofita utente del web a dire la mia su ciò che penso, su ciò che conosco e su quant'altro mi viene in mente, navigando a 360° sul mondo del tango argentino.

Sarò ben lieto di essere criticato, ma anche apprezzato, :) posto che in democrazia ognuno dice la sua rispettando però l'altrui punto di vista.

PREMESSA

A Torino ho conosciuto ed apprezzato il tango argentino molti anni fa, quando ancora in molti luoghi dove oggi si pratica sia italiani sia esteri non se ne sentiva nemmeno parlare.

Amore a prima vista. Successivamente l'ho imparato (e con umiltà continuo a farlo) a tappe, certamente
lunghe ma altrettanto certamente ripaganti. I miei maestri di allora, italianissimi, sono stati per alcuni anni del mio processo di formazione, i migliori che abbia conosciuto dal punto di vista didattico. Sicuramente altri ce ne saranno stati (senza togliere orgoglio ad alcuno) ma a me andavano benissimo, tanté che pubblicizzavo autonomamente e gratuitamente la loro scuola financo anche quando non la frequentavo più da un pezzo.

Io ho creduto in loro e loro hanno ricambiato. Dopo, nel tempo, queste certezze si sono allontanate, sicuramente con rammarico da parte mia e forse anche da parte loro. Col senno di poi ho dedotto di aver voluto dare troppa enfasi ad una formazione che richiedeva calma e tempo. Ma ambizioso com'ero, ho sottovaluto aspetti molto più importanti che non sono il caso di disquisire in questa sede, proseguendo un percorso di formazione diverso dall'origine ma a me più congeniale, perchè cucito addosso secondo le mie aspettative.

Ad ogni modo sarò sempre grato a loro per ciò che mi hanno dato.

* * * * * * *
Molti e sopratutto per nomea, considerano o hanno considerato Torino (come me ndr), come Capitale Nazionale del Tango Argentino. In parte lo è o meglio lo è stata. Oggi a causa di molteplici fattori (che analizzerò in seguito), secondo una mia personale opinione, non è più così.

Da un punto di vista quantitativo cioè numero di persone che frequentano le milonghe torinesi il dato è enorme. La qualità invece è scemata in maniera disarmante.

Ecco una semplice equazione: + popolazione + maestri/scuole = ricerca di profitto + maestri improvvisati - qualità.

Sotto l'aspetto macroeconomico il ricambio ed il deflusso, sono fattori imprescindibili dal contesto ed ecco che dopo qualche anno, i ballerini che bravi lo sono diventati, passo dopo passo (mi scuso per l'assonanza), lasciano la pista ai nuovi interpreti principianti del tango.

Mi permetto di dire questo avendo constatato quante delle moltissime persone che conosco, si sono mano a mano defilate, facendo oggi solo delle sporadiche apparizioni.

In considerazione della scemata passione per il tango che tanti hanno avuto per svariate ragioni, facendo mie le parole di una nota personalità che purtroppo non è più tra noi, ma che riguardano ognuno di noi si potrebbe dire:" In ogni cosa c'è sempre un principio, una evoluzione, e una fine."

E' probabile però che se si considera il valore in termini percentualistici allora il quadro cambia. Fatto 100 il numero dei ballerini, indifferentemente uomo donna, 10 saranno quelli che emergono. E per effetto dei grandi numeri poco si nota.

Lo stesso però non posso dire se analogamente analizzo il medesimo quadro volgendo lo sguardo a Palermo. 10 ballerini, di cui uno soltanto emergente. La percentuale è uguale, ma il numero si nota. Sconfortante!

Spero la cosa migliori nel tempo.

0 commenti: